IBD, influenza e... gravidanza

L’influenza è una malattia respiratoria contagiosa causata da virus che possono determinare quadri clinici da lievi a molto severi, fino a risultare anche letali in alcuni casi.1 È una delle poche malattie infettive che si possono sperimentare più volte nel corso della vita, indipendentemente dallo stile di vita, dall’età e dal luogo di residenza.2

Persone come gli anziani, i bambini piccoli e chi soffre di alcune malattie croniche, comprese le malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD, Inflammatory Bowel Disease), sono esposte a un rischio più elevato di andare incontro a gravi complicanze in caso di influenza1 (come polmonite, miocardite ed encefalite) 2, soprattutto se stanno assumendo terapie immunosoppressive. 1

A queste categorie di persone, si aggiungono le donne in gravidanza 2, ed è evidente che le donne in gravidanza affette da una IBD devono porre la massima attenzione alla prevenzione dell’influenza, in considerazione della coesistenza di due significativi fattori di rischio.

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Proteggersi dall’influenza in gravidanza

Il modo migliore per proteggersi dall’influenza è effettuare ogni anno la vaccinazione antinfluenzale stagionale,1 in grado di proteggere dai principali virus influenzali circolanti nell’autunno-inverno di quell’anno. 1

Per ridurre il rischio di complicanze gravi e ricoveri correlati all’influenza, il ministero della Salute italiano raccomanda fortemente e offre attivamente e gratuitamente la vaccinazione antinfluenzale stagionale a tutte le categorie di persone considerate ad alto rischio (comprese donne in gravidanza/post partum e soggetti affetti da IBD), nonché a chi ha in programma importanti interventi chirurgici2 e a familiari e contatti (adulti e bambini) di persone ad alto rischio di complicanze, indipendentemente dal fatto che la persona a rischio sia stata o meno vaccinata.2

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Compatibilmente con la disponibilità di vaccino, il ministero della Salute raccomanda di programmare la vaccinazione antinfluenzale a partire dall’inizio del mese di Ottobre di ogni anno e di permettere alle persone a rischio di effettuarla in qualunque momento della stagione influenzale, anche se hanno già avuto uno o più episodi simil-influenzali. 2

Nel pianificare la vaccinazione antinfluenzale, si deve tener conto del fatto che la risposta immunitaria nei confronti dei virus influenzali contenuti nel vaccino impiega circa due settimane per svilupparsi pienamente. 2

Riguardo al vaccino antinfluenzale da assumere, si devono seguire le indicazioni del medico e del gastroenterologo di fiducia 1 che farà a sua volta riferimento alle indicazioni del ministero della Salute. 2

In particolare, per la stagione 2024-2025, la Circolare ministeriale per la prevenzione e il controllo dell’influenza indica che tutte le donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano in un qualunque trimestre della gravidanza o nel periodo post partum devono essere vaccinate con un Vaccino Inattivato Quadrivalente (VIQ) a subunità/split oppure con un VIQ a DNA ricombinante (VIQr) oppure con un VIQ coltivato su colture cellulari (VIQcc). 2

Altre misure di prevenzione pratica

L’influenza si trasmette principalmente attraverso le goccioline cariche di virus diffuse con la tosse e gli starnuti o presenti nell’aria espirata di una persona infetta, oppure per contatto diretto o indiretto (es. superfici contaminate) con secrezioni respiratorie contenenti i virus.2

Il periodo di incubazione dell'influenza stagionale è mediamente di due giorni, ma può variare da uno a quattro giorni. Gli adulti possono diffondere l'influenza ad altre persone da un giorno prima dell'inizio dei sintomi a circa 5-7 giorni dopo la loro insorgenza. I bambini e le persone con un sistema immunitario indebolito possono essere più contagiosi e diffondere il virus per un periodo più lungo.2

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Oltre alle misure farmacologiche, per ridurre il rischio di contrarre l’influenza e per evitare di trasmettere il virus ad altri se si è già stati infettati, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC, European Centre for Disease Prevention and Control) raccomanda alcune misure di protezione personale. 2

In particolare, si deve:

  • evitare il contatto stretto con persone che presentano una sintomatologia attribuibile all’influenza 2; le mascherine chirurgiche indossate da persone con sintomi influenzali possono ridurre il rischio di trasmissione dei virus tra contatti stretti 2, ma non lo azzerano;
  • lavare regolarmente e accuratamente le mani con acqua e sapone, per almeno 40-60 secondi ogni volta, soprattutto dopo aver tossito o starnutito2 o aver frequentato luoghi pubblici; i disinfettanti per le mani a base alcolica, che riducono la quantità di virus sulle mani contaminate, possono rappresentare una valida alternativa in assenza di acqua 2 (quindi, soprattutto fuori casa);
  • evitare di toccarsi occhi, naso o bocca con mani non perfettamente pulite perché eventuali virus raccolti con le mani toccando una superficie contaminata possono infettare l’organismo anche attraverso queste vie; 2
  • mantenere una buona igiene respiratoria, coprendo naso e bocca con fazzoletti monouso quando si starnutisce o tossisce e smaltendoli correttamente subito dopo, facendo seguire il lavaggio accurato delle mani; 2
  • restare in casa se si presentano sintomi attribuibili a malattie respiratorie febbrili, specie in fase iniziale 2 (evitando, quindi, di andare al lavoro, a fare la spesa, al bar o di usare mezzi pubblici, dove si potrebbe contagiare altre persone).

Come gestire l'influenza in gravidanza se si soffre di IBD

I sintomi tipici dell’influenza e delle altre malattie simil-influenzali includono improvvisa insorgenza di febbre alta, tosse e dolori muscolari, ai quali possono aggiungersi mal di testa, brividi, perdita di appetito e mal di gola. Inoltre, possono manifestarsi nausea, vomito e diarrea, specialmente nei bambini. 2

La maggior parte delle persone guarisce dall’influenza nell’arco di 7-10 giorni, ma alcuni soggetti sono a maggior rischio di complicanze influenzali gravi o di peggioramento della condizione di base 2, come può accadere a chi soffre di IBD e/o durante la gravidanza. In questi casi, quindi, è sempre bene interpellare il medico fin dall’esordio dei disturbi citati.

In presenza di sintomi influenzali in persone a rischio, il medico può prescrivere farmaci antivirali che aiutano a contrastare l’influenza inibendo la moltiplicazione dei virus nell’organismo. 1

Se assunti entro 48 ore dall’esordio, gli antivirali possono ridurre i sintomi, le complicanze e la durata dell’influenza 3, ma non inducono la produzione di anticorpi (come fanno, invece, i vaccini) e, quindi, non conferiscono una protezione immunitaria nei confronti di eventuali infezioni successive da virus influenzali. 3

Durante la gravidanza, l’impiego degli antivirali è limitato alle donne che presentano patologie croniche aggiuntive di base (come le IBD). In questi casi, il trattamento con antivirali è ammesso anche nel 1° trimestre di gravidanza e va avviato nel più breve tempo possibile dall’inizio dei sintomi. 3

Fonti:
  1. Crohn’s & Colitis Foundation. Fact Sheet from the IBD Help Center. Influenza (https://www.crohnscolitisfoundation.org/sites/default/files/2024-03/Flu%20Factsheet%202023_0.pdf). Accesso Agosto 2024
  2. Ministero della Salute. Prevenzione e controllo dell'influenza: raccomandazioni per la stagione 2024-2025 (https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2024&codLeg=100738&parte=1%20&serie=null). Accesso Agosto 2024
  3. Ministero della Salute. FAQ - Influenza e vaccinazione antinfluenzale. (https://www.salute.gov.it/portale/influenza/dettaglioFaqInfluenza.jsp?lingua=italiano&id=103). Accesso Agosto 2024

C-ANPROM/IT/ENTY/0120

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